Dal Fare all’Essere: riflessioni per cambiare prospettiva nella ricerca del lavoro

Scrittura di riflessioni per cambiare prospettiva nella ricerca del lavoro. Immagine di una persona che prende appunti su un quaderno.

Dal Fare all’Essere: riflessioni per cambiare prospettiva nella ricerca del lavoro

Dal Fare all’Essere: due focus nella ricerca del lavoro

Come career coach mi trovo ad aiutare le persone nella ricerca di lavoro e spesso, nel nostro lavoro insieme, emerge che per ottenere maggiori risultati è importante provare a cambiare prospettiva, spostando il focus dal “fare” all’”essere”.

Spesso infatti, il focus iniziale è sull’oggetto, il “cosa” – cosa so fare, quali competenze ho, quale lavoro o azienda cerco. Eppure, c’è una domanda molto importante, spesso trascurata perché scomoda, che riguarda il soggetto, la persona, e quella domanda è: “Chi voglio essere?”

Non si tratta solo di cercare il lavoro per ricoprire un (nuovo) ruolo. È anche e soprattutto un’opportunità unica per (ri)definire la persona che si desidera diventare, allineando i valori più profondi e le aspirazioni con il percorso professionale da intraprendere.

Perché evitiamo la domanda “Chi voglio essere?”

Se fosse semplice, tutti ci porremmo costantemente questa domanda.

La realtà è che riflettere su “Chi voglio essere?” è un esercizio che richiede tempo, vulnerabilità e una notevole dose di sforzo mentale. Ma perché è così difficile addentrarsi in questa introspezione?

Ecco alcune ragioni più comuni:

La paura dell’ignoto

Spesso, la familiarità, anche se scomoda, ci sembra più sicura dell’incertezza di definire con precisione una professionalità che potrebbe richiedere cambiamenti radicali. Mettere in discussione le nostre convinzioni radicate su lavoro e identità può essere davvero spaventoso.

Pressioni sociali e stereotipi

L’influenza di modelli di successo predefiniti è forte e costante. Invece di interrogarci su chi vogliamo essere, tendiamo a conformarci a ciò che pensiamo di “dover” essere, basandoci sulle aspettative di società, famiglia e amici.
Liberarsi da queste pressioni richiede autentico coraggio.

Mancanza di strumenti di introspezione

Il sistema educativo ci prepara ad “agire” e “fare”, non a capire la propria identità, il proprio “essere”.
Senza una guida esperta e strumenti specifici, questo tipo di riflessione può apparire come un labirinto senza uscita.

Il richiamo del pragmatismo immediato

Nel mercato del lavoro competitivo in cui ci troviamo, è fin troppo facile cadere nella trappola del “devo solo trovare un lavoro, qualsiasi lavoro”. La necessità immediata di stabilità può offuscare la visione a lungo termine, portandoci a sacrificare l’autenticità per la rapidità, senza pensare che si possono programmare entrambe le visioni, con pazienza e lungimiranza.

Impegno continuo, non occasionale

“Chi voglio essere” non è una domanda a cui si risponde una volta per tutte. È un processo dinamico che evolve con le nostre esperienze e la nostra maturità.
Mantenere vivo questa ricerca e il desiderio di evoluzione richiede un impegno costante e una mentalità di crescita.

Chi voglio essere: il mio impatto futuro nel lavoro

Esprimere chi vuoi essere significa articolare il tuo impatto futuro, mostrando la tua mentalità, i tuoi valori, il tuo approccio all’attività lavorativa.

Per fare questo è necessario riflettere sulla motivazione profonda che guida il tuo modo di lavorare e interagire quando sei al lavoro.

Alcune domande che possono aiutare le riflessioni sono ad esempio:

  • Quali sono le cose che ti caratterizzano in modo particolare come persona nella tua attività lavorativa che vuoi far sapere quando ti presenti?
  • Quali comportamenti nello svolgimento di un compito ti vengono spontanei e naturali?

Alcuni esempi di risposta a tali domande possono mettere in luce la propensione al controllo e alla creazione di ordine e stabilità, oppure il desiderio di innovare e costruire qualcosa di nuovo, o ancora la capacità di migliorare aspetti particolari e specifici di dettaglio.

Non ti preoccupare se le risposte alle domande non arrivano subito perché far riaffiorare le informazioni per te significative richiede tempo e calma.

Inoltre, ti accorgerai che nel momento in cui riesci ad esprimere chiaramente chi vuoi essere nell’attività lavorativa diventerà più facile anche identificare il tipo di lavoro più adatto a te.

Conclusioni: come cambiare prospettiva, per trasformare la tua ricerca di lavoro

Rispondere con chiarezza e autenticità alla domanda “Chi voglio essere?”, sebbene possa richiedere impegno e coraggio, farà cambiare la tua energia e il tuo impegno nella ricerca del lavoro.

La risposta a questa domanda influisce sull’intera direzione della tua evoluzione professionale e sul tuo livello di realizzazione personale.

Inizia oggi stesso a cambiare prospettiva nella tua ricerca di lavoro con un percorso di coaching personalizzato sulle tue esigenze.

Qual è il primo piccolo, ma significativo, passo che farai per iniziare a rispondere a questa domanda decisiva?

 “Il tuo coraggio è l’elemento chiave di riuscita

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